
Il marchese di Pastoret
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La storia
Nel 1829 Claude-Emmanuel de Pastoret toccò il vertice di una vita pubblica durata una quarantina d'anni. A dicembre il re Carlo X lo nominò cancelliere di Francia, a capo della giustizia regia, e Delaroche lo dipinge avvolto nell'ampia toga cremisi della carica. La sua carriera risaliva ai primi anni della Rivoluzione. Nel 1791 era stato lui a proporre di trasformare la nuova chiesa di Sainte-Geneviève, a Parigi, nel Panthéon, il sepolcro dei grandi uomini. Qui siede rilassato, un dito appoggiato alla tempia, la croce dell'Ordine dello Spirito Santo al collo. La commissione venne dal figlio Amédée, amico del pittore, che allora era noto per le scene storiche molto più che per i ritratti. Pastoret rimase cancelliere meno di un anno. Dopo la rivoluzione di luglio del 1830 rifiutò di giurare fedeltà al nuovo re, Luigi Filippo, e perse tutte le cariche. Nel 1897 la tela fu venduta a Parigi con i beni della nipote, forse a Edgar Degas.




