Il martirio di San Vitale

Il martirio di San Vitale


Dettagli

Anno
1583
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
392 × 269 cm

La storia

I benedettini cassinesi di San Vitale a Ravenna rimandarono indietro il primo disegno chiedendo più figure. Siamo negli anni Ottanta del Cinquecento, dopo il concilio di Trento, e una pala d'altare doveva farsi leggere in un colpo d'occhio e mostrare testimoni. Barocci, che lavorava lentamente e da Urbino non si muoveva, firmò la versione ampliata nel 1583.

Quella folla assiste a una sepoltura. Vitale, soldato romano che a Ravenna aveva confessato la fede, viene spinto in una fossa appena scavata. Un carnefice tiene sollevata una pietra pesante, un altro aspetta con la terra per ricoprirlo. Il giudice presiede da un seggio con baldacchino, un angelo scende con la palma e la corona dei martiri, e tra gli astanti Barocci ha messo una madre che allatta il figlio.

Più tardi la tela finì in sacrestia. Arrivò a Milano nel 1811, con le requisizioni napoleoniche.

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