Mercurio che rapisce la dea Contento

Mercurio che rapisce la dea Contento


Dettagli

La storia

Il soggetto aveva appena una decina d'anni quando fu dipinto per la prima volta. Viene da un romanzo picaresco spagnolo, il Guzmán de Alfarache, che Mateo Alemán pubblicò nel 1599 e che intorno al 1606 circolava già tradotto in italiano. Sulla terra il dio Contento, la contentezza stessa, era venerato più di ogni altro dio, e Giove, geloso, mandò Mercurio a rapirlo e a lasciare al suo posto il gemello, lo Scontento. Nessuno aveva mai portato questa storia in pittura finché il tedesco Adam Elsheimer non lo fece a Roma verso il 1607, ed è lui che trasformò il dio Contento nella dea che qui vediamo sollevata in aria. Van Stalbemt riprese ad Anversa quell'invenzione appena nata e ne fece una propria versione. Mercurio, col berretto alato, solleva la dea sopra una folla fitta di devoti, mentre Giove lo guida dalle nubi. Sullo sfondo la gente continua a mangiare, bere e giocare, senza accorgersi che le stanno togliendo da sopra la testa ciò che ama di più.

Tutto questo, in tasca. Scarica l'app.