
Matrimonio mistico di Santa Caterina
Dettagli
La storia
Nella Sala di Didone della Galleria Borghese c'è una tavola in cui tre figure sono prese dal gesto che si compie, e una quarta guarda altrove, verso di noi. Santa Caterina, a sinistra, congiunge le mani. Il Bambino, in grembo alla madre, alza due dita per benedirla e Maria la osserva. Dietro, contro un drappo verde, san Giuseppe rivolge il volto barbuto dritto allo spettatore. La scheda del museo nota che i suoi tratti sembrano ispirati a un mosaico romano, e forse per questo appare più greve e solenne dei volti levigati e tondi accanto a lui. È un'opera giovanile di Innocenzo da Imola, databile al primo quarto del Cinquecento, restaurata da Luigi Bartolucci nel 1903, l'anno dopo che lo Stato italiano aveva acquistato la collezione. Oltre la spalla di Caterina si leva un monte chiaro dalla forma conica, e a un dito della santa brilla già un piccolo anello.
