
Innocenzo da Imola
1494–1548 · Stato Pontificio · Rinascimento, Rinascimento italiano
La storia
Dal Seicento fino ai primi dell'Ottocento, collezionisti italiani e stranieri si contesero i piccoli dipinti devozionali di Innocenzo Francucci, detto Innocenzo da Imola. Era lodato come fedele seguace di Raffaello, e le sue pacate Madonne furono replicate così spesso, dalla bottega e dagli imitatori, che la stessa composizione ricompare più volte con piccole varianti. Nel 1940 l'influente critico Roberto Longhi lo liquidò con durezza, e la sua reputazione è stata ricostruita solo da allora.
Era figlio di un orafo di Imola, cittadina della Romagna. Nel 1506 il consiglio cittadino concesse al padre un sussidio perché il ragazzo potesse studiare pittura a Bologna, e più tardi trascorse diversi anni a Firenze lavorando con Mariotto Albertinelli, socio di Fra Bartolomeo. Tornato a Bologna, si fece un nome con gli affreschi e una pala con San Michele per il monastero di San Michele in Bosco, e visse in città per il resto della vita. Il suo ultimo dipinto datato è una Maddalena del 1543, oggi a Modena, e Vasari, pittore e biografo, racconta che si ammalò perché lavorava più di quanto le forze gli permettessero.

