
La burla del Pievano Arlotto
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La storia
I Motti e facezie del Piovano Arlotto si ristampavano da due secoli quando il Volterrano, intorno al 1640, dipinse questa scena, e a Firenze non c'era bisogno di spiegarla. Arlotto Mainardi, pievano di San Cresci a Maciuoli sulle colline a nord della città, era morto nel 1484, e le sue burle le aveva messe per iscritto un amico. Qui il pievano, mandato in cantina a spillare il vino, incarico che gli era pesato, ha appena annunciato a tavola di aver lasciato aperta la cannella della botte. Il padrone di casa è già in piedi. È dipinto a tempera su tela, quando ormai l'olio era la norma, e per quasi tutto l'Ottocento portò un altro nome, quello di Giovanni da San Giovanni, finché Odoardo Giglioli non lo restituì al Volterrano nel 1908.