Filosofo con una borraccia alla cintura

Filosofo con una borraccia alla cintura


Dettagli

Anno
1662
Tecnica
olio su tela
Tipo
dipinto
Dimensioni
130 × 102 cm

La storia

Intorno al 1630, a Napoli, lo spagnolo Jusepe de Ribera, lo Spagnoletto, cominciò a dipingere i grandi pensatori dell'antichità come mendicanti. Democrito, Diogene e gli altri diventavano vecchi segnati dal tempo, coperti di stracci, con le mani sporche e i loro libri. L'idea veniva dagli stoici e dai cinici, per i quali la sapienza non aveva nulla a che fare con la ricchezza, e piaceva ai collezionisti colti della Napoli spagnola, che appendevano questi quadri nelle biblioteche e negli studioli.

Una generazione dopo il giovane Luca Giordano riprese la formula, e questo è uno dei suoi filosofi. Sfoglia un grosso libro con un braccio da bracciante, accanto a un tavolo pieno di rotoli e fogli sparsi. Alla cintura gli pende una zucca da viaggio, come quelle di viandanti e pellegrini. Il Louvre data la tela soltanto al terzo quarto del Seicento, e il suo nome, come quello dei compagni, resta ignoto.

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