
Salottino di porcellana della regina Maria Amalia
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La storia
Il 10 maggio 1759 il salottino della regina era finito. Mancavano pochi mesi alla partenza di Carlo di Borbone per Madrid, dove lo aspettava la corona di Spagna, e con lui se ne sarebbero andati i migliori artefici della Real Fabbrica di Capodimonte. Questa stanza è quindi una delle ultime grandi imprese della manifattura fondata nel 1743 dal re e da Maria Amalia di Sassonia, nipote di Augusto il Forte, il sovrano che a Meissen aveva fatto nascere la prima porcellana dura d'Europa. Il progetto era del pittore e quadraturista Giovanni Battista Natali. La pittura delle circa 3.000 lastre l'aveva avviata il tedesco Johann Sigmund Fischer, morto nel 1758, e la portò a termine Luigi Restile. Sul fondo bianco si rincorrono fiori, frutti, nastri, trofei di strumenti musicali, piccole scimmie scure e cinesi dalle lunghe vesti gialle e azzurre, accanto a cartigli in caratteri cinesi che lodano il re. In origine la stanza si trovava nella reggia di Portici. Nel 1866 il funzionario sabaudo Annibale Sacco la fece smontare pezzo per pezzo e rimontare qui, sulla collina dove la sua porcellana era stata cotta. Al centro pende il lampadario a forma di palma, ridotto in frammenti nel 1943 dallo spostamento d'aria di una bomba e ricomposto dai restauratori in due anni di lavoro.
