
Ritratto di dama
Dettagli
La storia
Sul panno che tiene in mano c'è un avvertimento in latino, sunt laquei Veneris, cave. Questi sono i lacci di Venere, sta' in guardia. Chi fosse, non si sa. Sono stati proposti due nomi, Giulia Gonzaga, contessa di Fondi, bellezza celebre ai suoi tempi, e Tullia d'Aragona, cortigiana romana che pubblicava anche versi suoi. Nessuno dei due ha una prova a sostegno.
Tutto il resto parla di ricchezza. Una veste dorata con le maniche tagliate da cui spunta la camicia bianca, un mantello rosa foderato di pelliccia, una fascia di perle e gemme sui capelli biondi intrecciati, un velo d'oro che scende fino alle spalle. La National Gallery legge quell'acconciatura come moda degli anni Quaranta del Cinquecento, e allora questo sarebbe uno dei soli due ritratti dipinti da Sebastiano negli ultimi sette anni di vita.
A lungo è stato appeso a Longford Castle, nel Wiltshire, nel Salotto verde, accanto all'Erasmo di Holbein, e arriva al museo in prestito da quella collezione.




