
Ritratto di Angiola Biondi
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La storia
La donna in veste di pastorella si chiamava Angiola Biondi e aveva un impiego. La scheda del museo la registra come la nana al servizio di Violante Beatrice di Baviera, moglie del Gran Principe Ferdinando, ed è lui a far fare il quadro nel 1707, anno in cui lo nomina in una lettera. Il paesaggio arcadico alle sue spalle è la consueta finzione di corte. Gli animali che le stanno accanto no. La scheda lo dice senza giri di parole: la pecora e la capra servono a far misurare la sua statura. E quegli animali probabilmente non li dipinse Niccolò Cassana ma il fratello Giovanni Agostino, specialista del genere. La tela se la divisero in due.
