
Ritratto di Cristina di Lorena granduchessa di Toscana
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La storia
La corona granducale è posata lì accanto, e Cristina di Lorena sta in ginocchio, in abito vedovile, davanti a un libro di preghiere aperto su una miniatura dell'Annunciazione. Ferdinando I era morto nel 1609. La tela è degli anni tra il 1610 e il 1615 circa.
Sono gli stessi anni in cui la granduchessa chiese al matematico Benedetto Castelli, allievo di Galileo, come si accordasse il moto della Terra con la Scrittura. Castelli riferì la conversazione a Galileo, che nel 1615 rispose a lei con lo scritto che chiamiamo Lettera a Cristina di Lorena. Delle tre versioni della composizione conservate a Firenze questa si riconosce dalla veduta di fondo, una città qualsiasi tra le colline e non Firenze. La galleria la assegna a Tiberio Titi, figlio del pittore Santi di Tito, mentre altri la considerano opera di bottega e ritengono originale la versione che viene dalla villa del Poggio Imperiale.