
Ritratto di Francesco Prospero Urbani
Dettagli
La storia
Sul retro corre una scritta antica, M.re Prospero. È l'unico motivo per cui l'effigiato ha un nome. Lo si identifica con Francesco Prospero Urbani, un francescano di carriera ecclesiastica non piccola, vicino tanto al pittore quanto al duca di Urbino.
Sull'autore l'incertezza è durata di più. Le guide ottocentesche della Palatina davano questa testa come opera di anonimo. Gli inventari medicei avevano già oscillato, chiamandola ora Barocci, ora copia da Barocci. Un catalogo del 1937 la restituisce a Barocci stesso, dichiarando il proprio margine di dubbio, e la critica recente propende per l'autografia.
Nel 2024 il dipinto è stato pulito per la mostra su Barocci a Urbino. Si è visto allora quanto è rapida la stesura, la stessa scrittura abbreviata dell'autoritratto degli ultimi anni.




