
Ritratto di monsignor Clemente Merlini
Dettagli
La storia
In cima alla spalliera della sedia c’è un ornamento dorato, un’aquila su una torre. È l’emblema araldico di Clemente Merlini, prelato forlivese e uditore della Sacra Rota, il tribunale d’appello della Chiesa a Roma. Andrea Sacchi lo ritrasse fra il 1630 e il 1631, negli anni di Urbano VIII, quando i Barberini, principali committenti del pittore, governavano la città. Di sfarzo ce n’è poco. Il prelato siede in uno studio in penombra, con qualche libro su uno scaffale alle spalle e la mano su un volume aperto. Sacchi aveva idee precise sul ritratto: luce dall’alto, panneggi naturali, il carattere prima di tutto. Qui le mette in pratica. Merlini morì nel 1642 e due anni dopo il quadro era già del cardinale Antonio Barberini. Oggi si trova nei depositi della galleria, ma ha viaggiato per mostre fino a Los Angeles e Kyoto.
