
Ingresso di Urbano VIII al Gesù per il centenario della Compagnia di Gesù
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La storia
Il 2 ottobre 1639 Urbano VIII entrò nella chiesa del Gesù per le celebrazioni del centenario della Compagnia di Gesù. I festeggiamenti li aveva voluti il nipote, il cardinale Antonio Barberini, che ne affidò l'organizzazione e l'apparato ad Andrea Sacchi, stabilmente al suo servizio dall'inizio degli anni Trenta. Sacchi rivestì la chiesa di parati di seta e degli arazzi del cardinale, tra cui le serie con le Storie di Diana e di Artemisia. Al centro della tela si staglia la famiglia Barberini, il papa con il fratello Antonio seniore, i due cardinali nipoti Antonio juniore e Francesco, che presenta al pontefice il generale dei gesuiti Muzio Vitelleschi, e il principe Taddeo con il figlio Maffeo. Le mani sono tre. L'inventario del cardinale Antonio del 1671 assegna la prospettiva a Filippo Gagliardi, le figure principali a Sacchi e il resto al fiammingo Jan Miel. Le due figure vestite di nero accanto ad Antonio juniore dovrebbero essere proprio Sacchi e Gagliardi. Il museo data il dipinto al 1641. Restano un pagamento dell'8 novembre di quell'anno per il quadro della festa e uno del 16 aprile 1642 per una copia che Sacchi faceva eseguire, e secondo Ann Sutherland Harris la tela è probabilmente quella copia. Negli inventari dell'Ottocento la scena fu scambiata per la canonizzazione di sant'Ignazio, per via dello stendardo rosso con il santo e Francesco Saverio che pende dalla cupola.
