
Bronzino · PD
Ritratto del nano Morgante
Dettagli
La storia
Morgante era il buffone nano di Cosimo I de' Medici, granduca di Toscana, e il soprannome era una beffa, perché Morgante è il gigante di un poema italiano dell'epoca. Verso il 1553 Cosimo commissiona a Bronzino questo ritratto, e la stranezza è doppia. Da un lato, dare a un nano di corte un ritratto intero e monumentale era cosa rarissima. Dall'altro, il dipinto è eseguito su entrambe le facce, di fronte e di spalle, come se gli si potesse girare intorno. Lo vediamo nudo, nel suo ruolo di uccellatore, con in mano un gufo usato come richiamo per catturare un uccello in volo. Nei secoli parve troppo nudo, e nell'Ottocento lo trasformarono nel dio Bacco, con corona di vite e grappoli d'uva a coprirlo. Solo un restauro del 2010 tolse quelle aggiunte e restituì all'uccellatore il suo aspetto originario, con due farfalle posate dove prima stava l'uva.




