
Ratto delle Sabine (modello a grandezza naturale)
Dettagli
La storia
Al centro della Sala del Colosso si alza, per oltre quattro metri, il modello a grandezza reale di uno dei gruppi più famosi di Firenze. Giambologna, scultore fiammingo deciso ad affermarsi in città, lo modellò tra il 1579 e il 1580 senza alcuna commissione e senza un soggetto preciso. Voleva dimostrare di saper intrecciare tre figure in movimento, avvitate l'una sull'altra, da guardare girandoci intorno. Il materiale è terra cruda, argilla non cotta in fornace e lasciata seccare lentamente, spesso impastata con paglia e farina, come suggeriva il Vasari. Proprio per questa fragilità sono pochissimi i modelli cinquecenteschi di queste dimensioni arrivati interi fino a noi. Il titolo lo propose più tardi l'erudito Vincenzo Borghini, pensando al celebre episodio della storia romana. Tradotto in marmo, il gruppo piacque al granduca Francesco I de' Medici, che per collocarlo nella Loggia dei Lanzi, accanto al Perseo di Cellini, fece spostare la Giuditta di Donatello.

