
Rinaldo e Armida
Dettagli
La storia
Nel canto XVI della Gerusalemme liberata, due cavalieri mandati a riportare Rinaldo alla guerra lo trovano nel giardino incantato della maga Armida. Il Domenichino li mette tra i cespugli, con l'elmo in testa, e uno si porta il dito alle labbra. Rinaldo è sdraiato contro di lei e le regge lo specchio mentre si acconcia i capelli, lei nel vetro, lui negli occhi di lei, come vuole Tasso. Anche il pappagallo rosso tra i rami viene dal poema, dove nel giardino di Armida canta un uccello dalle piume variopinte. Il quadro fu dipinto verso il 1620-1621 per Ferdinando Gonzaga, duca di Mantova. I Gonzaga con Tasso avevano un legame. Nel 1586 il padre di Ferdinando, Vincenzo, allora erede del ducato, aveva ottenuto la liberazione del poeta dall'ospedale di Sant'Anna a Ferrara, dove era rinchiuso da sette anni, e lo aveva portato a Mantova. Luigi XIV acquistò il dipinto nel 1685.




