
Rinaldo e Armida
Dettagli
La storia
Il cavaliere Rinaldo dorme, la guancia appoggiata alla mano, mentre la maga Armida lo porta via sul suo carro fatato. È un episodio del canto 14 della «Gerusalemme liberata», il poema di Torquato Tasso stampato per la prima volta nel 1581. Armida era stata mandata a distogliere i crociati dalla guerra, e nel poema incatena il guerriero addormentato con rose e gigli. Qui una ghirlanda di fiori gli attraversa il corpo, e in un angolo un’ancella regge il suo elmo sormontato da un’aquila. Lo specchio appeso sul bordo della tela, secondo il museo, allude al modo in cui l’incantesimo si spezzerà, quando Rinaldo vedrà la propria immagine riflessa. Tiarini dipinse il quadro tra il 1620 e il 1625 circa. Già Giacomo Manilli, nella sua descrizione di Villa Borghese del 1650, lo assegnava al pittore bolognese, l’inventario del 1790 lo diede a Pietro da Cortona e solo nel 1893 Adolfo Venturi lo restituì a Tiarini.
