
Rose in un vaso di vetro
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La storia
Fantin-Latour firmò in basso a destra, Fantin 90, e la tela partì per Londra, da Elizabeth Edwards. Lei e il marito Edwin, morto nel 1879, erano stati per anni suoi amici e suoi mercanti in Inghilterra. Il museo di Boston invita a guardare la fattura. Il fondo è ruvido, steso a velature sottili e strofinate, e davanti a esso le rose, sfatte e piene, sembrano morbide e pesanti, quasi di carne. Nel 1906 il quadro era a Parigi, di Ferdinand Dreyfus, avvocato e uomo politico, poi senatore, che quell'anno lo prestò alla mostra dell'opera di Fantin. Passò quindi al figlio Jean. Nel 1942, durante l'occupazione tedesca, dalla casa di Jean Ferdinand-Dreyfus fu confiscato un mazzo di rose in un bicchiere di Fantin, e nel 1947 compariva ancora, senza misure né fotografia, nell'elenco francese dei beni non restituiti. Il museo ritiene probabile che sia questo dipinto, recuperato dalla famiglia dopo la guerra, perché nel gennaio 1962, poco dopo la morte di Jean, il suo erede lo vendette. Da lì passò per gallerie e aste a Parigi e a Londra, finché Alice Hay di New York lo comprò da Christie's nel 1974. Lo lasciò al museo nel 1987.




