
San Marco battezza Aniano
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La storia
Nell'albergo della Scuola Grande di San Marco, la sala dove si riuniva la banca che guidava la confraternita, i teleri raccontavano la vita del santo patrono. A quel ciclo avevano lavorato Gentile e Giovanni Bellini, e dopo la loro morte, nel 1518 o poco più tardi, la Scuola si rivolse a Mansueti per due episodi della storia di Aniano, l'alessandrino convertito da san Marco. Il primo, la guarigione, è ancora a Venezia, alle Gallerie dell'Accademia. Questo è il secondo, il battesimo. Il telero è alto più di tre metri e largo appena 1,35, una striscia verticale accanto al formato quasi quadrato del compagno veneziano. Le strade dei due dipinti si divisero con la soppressione napoleonica delle confraternite, nel 1806. Nel 1809 il Battesimo arrivò a Milano, allora capitale del Regno d'Italia, per la nuova Pinacoteca di Brera, dove si trova anche la Predica di san Marco ad Alessandria di Gentile Bellini, dipinta per la stessa sala. Mansueti vi ha lasciato la firma in capitali latine, Joannes de Mansuetis.




