
Giovanni di Niccolò Mansueti
1527 · Repubblica di Venezia · Rinascimento, Scuola veneziana
La storia
Nella Venezia degli anni Novanta del Quattrocento le grandi confraternite, le scuole, facevano a gara per rivestire le sale delle loro riunioni con vaste tele narrative che raccontavano le storie delle loro reliquie sacre. Giovanni Mansueti fu uno dei pittori a cui si rivolsero. Si era formato con Gentile Bellini, il pittore narrativo ufficiale della città, e lavorava in quella stessa maniera affollata e documentaria.
Per la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista si unì a una squadra che comprendeva Bellini e il più giovane Vittore Carpaccio, in un ciclo dedicato ai miracoli di una scheggia della Vera Croce posseduta dalla confraternita. Il suo contributo si conserva alle Gallerie dell'Accademia, dove la sua scena di una guarigione miracolosa colloca l'evento sacro dentro un preciso campo veneziano, con gli edifici intarsiati di marmo fin nell'ultima cornice.
Era la sua cifra. Riempiva una storia religiosa di decine di veneziani del suo tempo, negli abiti reali, disposti su un palcoscenico di architetture riconoscibili, così che il quadro vale anche come testimonianza di come appariva la città intorno al 1500. Continuò a dipingere queste grandi tele narrative, insieme a piccole tavole devozionali, per le confraternite e le chiese di Venezia fino alla morte, nel 1527. Nella scena dell'Accademia la folla attorno al miracolo indossa l'abito quotidiano dei cittadini e dei magistrati veneziani, un'istantanea della città mercantile in cui visse.
Opere
5 opere
Adorazione dei MagiGiovanni di Niccolò Mansueti
Miracolo della reliquia della Croce in Campo San LioGiovanni di Niccolò Mansueti, 1494
San Marco battezza AnianoGiovanni di Niccolò Mansueti, 1521
San Marco risana AnianoGiovanni di Niccolò Mansueti, 1516
Miracolosa guarigione della figlia di Benvegnudo da San PoloGiovanni di Niccolò Mansueti, 1505
