Salomè con la testa di san Giovanni Battista

Salomè con la testa di san Giovanni Battista


Dettagli

Anno
1520
Tecnica
olio su tavola
Tipo
dipinto
Dimensioni
62,23 × 51,43 cm

La storia

Nella Milano dei primi del Cinquecento la testa del Battista sul piatto tornava di continuo nelle botteghe, e il museo di Boston ricorda uno dei motivi. Per chi guardava, una testa deposta su un vassoio poteva richiamare l'ostia consacrata, il pane della messa portato all'altare sulla patena. Il racconto è quello del Vangelo. Salomè, figliastra di Erode, danza al banchetto per il compleanno del re, lui le promette qualunque cosa, e lei, spinta dalla madre, chiede la testa di Giovanni Battista. Luini dipinse il soggetto più di una volta, e un'altra sua versione è agli Uffizi. Il museo data questa tavola tra il 1515 e il 1525 circa. I volti sono morbidi e belli, i contorni sciolti in un'ombra delicata, e nulla in loro risponde alla crudeltà del momento. Tre secoli dopo la tavola apparteneva ai Marulli d'Ascoli, famiglia napoletana che la tenne dagli anni Quaranta dell'Ottocento fino al 1917 circa. Passò poi per le mani di Elia Volpi, l'antiquario fiorentino che aveva restaurato Palazzo Davanzati facendone una casa museo, e nel 1921 arrivò a Boston come dono di Mrs. Walter Scott Fitz.

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