Scena di vita ospedaliera (Episodi della vita della beata Umiltà)

Scena di vita ospedaliera (Episodi della vita della beata Umiltà)


Dettagli

Artista
Pontormo
Anno
1514
Tecnica
affresco staccato
Tipo
dipinto
Dimensioni
91 × 150 cm

La storia

Questo affresco è quasi tornato a casa. L'edificio della Galleria dell'Accademia era un tempo lo spedale di San Matteo, fondato nel 1385 da Lemmo Balducci, un ricco cambiavalute fiorentino, e affidato alla sua corporazione, l'Arte del Cambio, che aveva proprio san Matteo come protettore. Intorno al 1514 fu l'Arte a chiamare il giovane Pontormo a dipingere una parete dell'ospedale. Il lungo salone dove oggi l'opera è esposta, tra i gessi di Bartolini, era la corsia delle donne.

Pontormo dipinse una striscia di vita ospedaliera quasi monocroma, in verdi e grigi ottenuti con la terra verde, un pigmento naturale. Lungo la sala si allineano semplici letti di legno, e tra questi si muovono donne in abito religioso che assistono le malate. Una parte degli studiosi vi legge episodi della vita della beata Umiltà, la monaca faentina che fondò un monastero a Firenze e vi morì nel 1310. Altri vi vedono semplicemente la corsia com'era ai tempi del pittore.

A lungo l'affresco passò per opera di Andrea del Sarto, finché lo storico dell'arte Carlo Gamba non lo restituì a Pontormo, e oggi è considerato uno dei suoi primi lavori noti. Fu staccato dal muro nel Settecento, quando l'ospedale venne soppresso e l'edificio passò all'Accademia, e ne resta un frammento alto 91 centimetri e largo 150.

Sei davanti al quadro? Inquadralo con la fotocamera. Scarica l'app.