Lorenzo Bartolini

1777–1850 · Granducato di Toscana · Neoclassicismo, Purismo


La storia

Il 4 maggio 1840 il nuovo professore di scultura dell'Accademia di Belle Arti di Firenze fece salire un gobbo sul banco del modello e chiese agli allievi di servirsene per una figura di Esopo, l'antico autore di favole. La lezione fece scandalo. Lorenzo Bartolini aveva aspettato a lungo quella cattedra. Aveva 62 anni quando finalmente l'ottenne, nel 1839, ed era deciso a farne uso. Tutta la natura è bella, insegnava, se adatta al soggetto, e l'allievo deve imparare a copiare ciò che ha davvero davanti, qualunque forma abbia. Più tardi fece collocare nel suo giardino una piccola stele di pietra in ricordo di quel giorno.

A questa convinzione era arrivato per una lunga strada. Da giovane lavorò a Parigi nello studio del pittore Jacques-Louis David, accanto a Ingres, modellò un busto di Napoleone e poi diresse la scuola di scultura di Carrara, la città del marmo, per Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone. Caduto l'Impero nel 1814, tornò in una Firenze che diffidava di lui, e per anni i suoi clienti migliori furono stranieri: aristocratici inglesi e la ricca famiglia russa dei Demidoff. Il suo marmo di una giovane inginocchiata in preghiera, la Fiducia in Dio, scolpito verso la metà degli anni Trenta dell'Ottocento e oggi a Milano, gli procurò un pubblico molto più vasto.

Ciò che ha lasciato si vede meglio nello stesso museo del David di Michelangelo. Oltre 400 modelli in gesso e busti del suo studio in Borgo San Frediano passarono allo Stato italiano dopo una trattativa con gli eredi che si trascinò fino al 1889. Dal 1985 occupano il lungo salone che un tempo era la corsia femminile dell'antico ospedale di San Matteo, e molti portano ancora i piccoli punti metallici che i suoi aiutanti usavano per misurare le profondità quando traducevano un modello in marmo.

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Opere

11 opere