
Autoritratto
Dettagli
La storia
Per essere l'autoritratto di un pittore in posa, il quadro è assai castigato, senza ferri del mestiere e senza sfondo evocativo, con la sola faccia e la sua fisiognomica. Le sopracciglia sollevate, la testa appena inclinata, lo sguardo leggermente di sottinsù in un'espressione di complice arguzia, e un velo d'ombra che scivola sul volto. Qualche tempo prima Orazio Borgianni aveva prestato le proprie fattezze, con la barba folta e i capelli arruffati, al filosofo Democrito che ride delle miserie del mondo. Qui il contegno è più serio e sorvegliato. Il volto corrisponde al disegno che Ottavio Leoni fece di lui, oggi all'Albertina di Vienna, e all'autoritratto dell'Accademia di San Luca. La data è discussa. Gianni Papi vi legge la malattia che lo portò alla morte nei primi giorni del 1616 e propone il 1614-1615, Marco Gallo non vi riconosce alcun disfacimento e lo colloca nel 1608-1609, il museo lo data al 1615-1616. Nel 1763 la tela era registrata come una testa d'uomo della scuola di Ludovico Carracci, e il nome di Borgianni lo hanno ritrovato all'inizio degli anni Novanta, ciascuno per conto proprio, Gallo, Papi e Rossella Vodret.
