
Autoritratto
Dettagli
La storia
Nel 1775 Luigi Crespi si ritrasse nel suo studio bolognese e volle che si vedesse subito il suo doppio mestiere. In una mano tiene gli strumenti del pittore; con l'altra sfoglia un grosso volume, il terzo tomo della Felsina pittrice, le vite dei pittori bolognesi che aveva dato alle stampe nel 1769. È quel libro, più dei pennelli, a tenere vivo il suo nome. Crespi era anche uomo di Chiesa, noto a Bologna come il Canonico, ed era figlio di un pittore ben più celebre, Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnuolo. Accostando la tavolozza e il libro, mise fianco a fianco i due mestieri per cui voleva essere ricordato.