
Autoritratto
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La storia
Nel 1783 Jacob More viveva a Roma già da dieci anni. Scozzese di Edimburgo, aveva lasciato la Gran Bretagna per stabilirsi nella città dei papi, dove dipinse la campagna romana con tale fortuna che i visitatori lo soprannominarono il Claude britannico, dal nome di Claude Lorrain, il maestro francese dei paesaggi dorati, e semplicemente More di Roma. Pochi anni dopo questo ritratto lo andò a trovare Goethe, che ne uscì colpito e giudicò il suo lavoro ben meditato. La sorpresa, qui, è il soggetto. More si era fatto un nome con ampie vedute di colline e rovine baciate dal sole, eppure agli Uffizi interessava il suo volto, non i suoi paesaggi, per la raccolta dei pittori che avevano ritratto se stessi. Così l'uomo dei paesaggi si sedette e ci guardò negli occhi. Non tornò mai al Nord e morì a Roma dieci anni più tardi, nel 1793, sempre il pittore scozzese che gli italiani avevano fatto proprio.