Arianna dormiente

Arianna dormiente


Dettagli

Artista
Scultore romano ignoto (età imperiale)
Anno
150
Tecnica
marmo
Tipo
scultura

La storia

Per quasi tre secoli questa dormiente passò per Cleopatra. Colpa di un bracciale a forma di serpente, in cui si volle vedere l'aspide con cui la regina d'Egitto si diede la morte. Papa Giulio II acquistò la statua nel 1512 dal collezionista romano Angelo Maffei e la sistemò come fontana nel Cortile delle Statue del Belvedere, sopra un sarcofago antico. I poeti risposero. Baldassarre Castiglione, il futuro autore del Cortegiano, scrisse un carme latino in cui è Cleopatra stessa a parlare dal marmo, e molto più tardi il poeta inglese Alexander Pope lo tradusse.

Solo alla fine del Settecento l'archeologo Ennio Quirino Visconti la riconobbe come Arianna, la principessa cretese che aiutò Teseo a uscire dal labirinto e fu da lui abbandonata nel sonno sull'isola di Nasso, finché non la trovò il dio Dioniso. È una copia romana del II secolo dopo Cristo da un originale greco del II secolo avanti Cristo di scuola pergamena. La nicchia che occupa oggi risale al 1779, quando il pittore Cristoforo Unterperger ne decorò il fondo con motivi egizi, poi coperti da una tinta rossa.

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