
Statuetta di Tauret dedicata dal disegnatore Parahotep figlio di Pay
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La storia
In molte case di Deir el-Medina, il villaggio degli operai delle tombe reali, la prima stanza ospitava una piattaforma rialzata in mattoni crudi, con un basso muretto e qualche gradino, talvolta dipinta con figure di Bes, dio protettore della casa. Da quando gli archeologi francesi scavarono il villaggio, a partire dagli anni Venti, se ne discute la funzione. Poteva essere un altare domestico, un letto per il parto, un posto per dormire, o tutto questo in momenti diversi.
Quel mondo domestico apparteneva a Tauret, il cui nome significa la Grande. Ha testa e corpo d’ippopotamo, dorso e coda di coccodrillo, zampe di leone, tutti animali noti per difendere con ferocia i loro piccoli. Non aveva templi né statue colossali. Abitava nelle case, in piccole figure d’argilla o di legno che proteggevano i neonati e favorivano la fertilità.
Questa, in legno, fu dedicata, come registra il museo, dal disegnatore Parahotep figlio di Pay, uno degli uomini del villaggio il cui mestiere era disegnare le scene sulle pareti delle tombe reali.




