
Stele con giovane figura regale o divina che atterra un leone
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La storia
Su questa piccola lastra, alta meno di 30 centimetri, non c'è alcuna iscrizione, e quindi nessuno può dire con certezza chi sia la figura. Un ragazzo con il gonnellino e un bracciale sul braccio blocca sotto la gamba un leone accovacciato, lo afferra per la testa e tiene un arco e delle frecce. Sulla fronte si erge un cobra, l'ureo che distingueva re e dèi, e da un lato della testa gli pende una lunga ciocca intrecciata, la treccia dell'infanzia che gli Egizi lasciavano ai bambini. La portavano i principi, e anche gli dèi bambini.
Il Louvre lascia aperte entrambe le letture. Può essere un giovane di stirpe regale oppure un dio che sconfigge gli animali nocivi, forse Horus fanciullo, che i Greci chiameranno poi Arpocrate, o Shed, un dio giovinetto il cui nome di solito si traduce con salvatore. Nel Nuovo Regno la gente comune invocava Shed contro serpenti, scorpioni e belve.
Altrettanto aperta è la data. Il museo propone, con un punto interrogativo, l'epoca ramesside, quella dei re di nome Ramesse, e in base allo stile ammette qualsiasi momento da allora fino alla XXI o XXII dinastia, all'incirca fra il XIII e l'VIII secolo a.C. La stele arrivò al Louvre nel 1827 con la collezione di Bernardino Drovetti, console generale di Francia in Egitto, e oggi si trova nella sala dedicata agli dèi e alla magia.




