
Storie di Giuseppe: L'arresto di Simeone
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La storia
La prima volta che i fratelli di Giuseppe scesero in Egitto a comprare grano, non riconobbero in quell'alto funzionario il ragazzo che avevano venduto. Giuseppe li accusò di essere spie e trattenne uno di loro, Simeone, come ostaggio finché non fossero tornati con il fratello più giovane. Il Bacchiacca dipinge il momento in cui Simeone viene portato via. È l'uomo in rosa sotto il largo cappello di paglia, stretto fra guardie vestite come i giovani fiorentini del tempo del pittore, con calze aderenti, maniche a sbuffo e berretto rosso. A destra, sotto una finestra con l'inferriata, una figura si infila già, curva, in una bassa apertura verso la cella. Nel 1650 una guida della collezione Borghese attribuiva la tavola a Raffaello. Gli inventari successivi la passarono a Giulio Romano, poi a Orazio Gentileschi, finché nell'Ottocento il conoscitore Giovanni Morelli non vi riconobbe la mano del Bacchiacca.




