Storie di santa Barbara

Storie di santa Barbara


Dettagli

Anno
1530
Tecnica
tempera su tavola
Tipo
dipinto

La storia

La leggenda di santa Barbara appartiene all'impero romano dei primi cristiani, ma Giolfino la porta nella sua città. Al centro di questa tavola lunga e stretta si riconosce piazza dei Signori a Verona. A sinistra c'è la loggia del Consiglio, l'edificio porticato che il consiglio cittadino fece costruire tra il 1476 e il 1493. Accanto stanno i palazzi merlati già dimora degli Scaligeri e allora sede delle autorità veneziane, e oltre l'arco sul fondo si vede l'arca di Mastino II della Scala.

Il racconto procede da sinistra a destra. Il padre, pagano e crudele, chiude Barbara in una torre perché si è convertita. Lei fugge miracolosamente, viene ripresa, e il prefetto romano la condanna a supplizi da cui esce indenne. Viene condotta nuda per le strade, ma un angelo scende a velarla. Infine l'imperatore la condanna alla decapitazione, la sentenza la esegue il padre stesso, e nell'ultima scena un fulmine lo incenerisce.

Il museo la considera una predella, la fascia di piccole scene sotto una pala d'altare, e la data intorno al 1530. Altri studiosi la accostano alle piccole tavole che Giolfino dipingeva per fronti di cassoni e spalliere di letti.

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