Nicola Giolfino

1476–1555 · Repubblica di Venezia · Scuola veronese, Rinascimento, Manierismo


La storia

Il 3 maggio 1555 Nicola Giolfino consegnò un disegno di Valverde, una contrada di Verona. Glielo avevano commissionato i proprietari di una segheria per una causa contro un'altra famiglia, sullo scarico delle acque piovane. L'11 giugno il genero consegnò una seconda mappa, fatta per la parte avversa nella stessa causa, perché nel frattempo Giolfino era morto. Da vecchio si era dedicato al rilievo del territorio, e scriveva che Dio gli aveva concesso un poco d'arte nel disegnare terre e paesi. Nel 1545 aveva disegnato una mappa del territorio veronese per il governo della Repubblica di Venezia.

Veniva da una famiglia di intagliatori del legno e dal 1492 si formò presso il pittore Liberale da Verona. Già nell'estimo del 1502 il suo reddito risultava superiore a quello dello stesso Liberale. Le sue figure sono spesso piccole e volutamente sproporzionate, i colori stridenti, e attingeva liberamente alla grafica tedesca. Giorgio Vasari, il biografo degli artisti, lo nomina solo di sfuggita, come maestro del pittore Paolo Farinati. Critici come Bernard Berenson furono severi con lui, e uno lo definì un pittoruccio. Verso la fine del Novecento gli studiosi hanno cominciato a rivalutarlo.

A Verona i suoi affreschi con le Storie del Vecchio Testamento rivestono ancora la parete destra della navata in Santa Maria in Organo.

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Opere

3 opere