La sfida delle Pieridi

La sfida delle Pieridi


Dettagli

Anno
1525
Tecnica
olio su tela (trasportato due volte da tavola)
Tipo
dipinto
Dimensioni
31 × 63 cm

La storia

Giorgio Vasari racconta che Rosso Fiorentino, arrivato a Roma intorno al 1524, ebbe dall'editore di stampe detto il Baviera la commissione di alcuni disegni da tradurre in incisione. Uno di questi, inciso a bulino da Jacopo Caraglio, raffigurava la gara tra le Muse e le Pieridi narrata da Ovidio. Le nove figlie del re Piero sfidano le Muse nel canto, perdono, le oltraggiano e vengono mutate in gazze. Vasari però parla soltanto del disegno, non di un dipinto.

Il quadro del Louvre riprende la stampa con molte varianti. A sinistra le Muse nude con la lira, l'arpa e la ciaramella, a destra le Pieridi con tamburello, cornamusa e corno, strumenti rumorosi. Al centro sgorga la fonte Ippocrene, fatta scaturire da Pegaso con un colpo di zoccolo.

Sull'autografia gli studiosi sono ancora divisi. Nelle raccolte di Carlo I d'Inghilterra e di Luigi XIV l'opera passava per Perino del Vaga, e fu il conoscitore Pierre-Jean Mariette a restituirla a Rosso. Alcuni la considerano una copia dalla stampa. Il giudizio è reso difficile dal trasporto da tavola a tela eseguito nel 1765 da Robert Picault, che causò molte cadute di colore. Le analisi del laboratorio dei musei di Francia hanno rilevato un'imprimitura ocra, rara all'epoca e usata da Rosso negli anni romani, e pentimenti proprio dove il dipinto si allontana dall'incisione.

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