
Piero di Cosimo · PD
La morte di Procri
Dettagli
La storia
Piero di Cosimo dipinse questa scena verso il 1495, a Firenze, ispirandosi a un mito raccontato da Ovidio. Procri, uccisa per errore dal marito cacciatore con un giavellotto che non sbagliava mai il colpo, giace distesa sull'erba in riva a una spiaggia deserta. A vegliarla c'è un fauno pensieroso, mezzo uomo e mezzo capra, e un cane fedele dallo sguardo malinconico. Piero amava questi esseri di confine tra uomo e animale, e li dipingeva con una tenerezza rara. Il silenzio del paesaggio, con gli uccelli lontani sull'acqua, rende il lutto ancora più sospeso. La ferita al collo e alla mano è appena accennata, quasi il pittore volesse risparmiarla allo sguardo.




