
Henri Matisse · PD
La tavola da pranzo
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La storia
Al Salon della Société Nationale des Beaux-Arts, nella primavera del 1897, questa grande tela non piacque a molti soci. A difenderla fu Gustave Moreau, il pittore nel cui atelier Matisse, allora ventisettenne, stava ancora studiando, e che gli aveva consigliato di misurarsi finalmente con un quadro impegnativo. Una cameriera si china su una tavola apparecchiata per sistemare dei fiori tra caraffe, bicchieri e alzate di frutta.
Quell'inverno a Parigi si discuteva di impressionismo. A febbraio il Musée du Luxembourg aveva aperto una sala con una quarantina di dipinti lasciati allo Stato dal pittore e collezionista Gustave Caillebotte, tra cui opere di Monet, Degas, Renoir e Pissarro, nonostante le proteste di pittori accademici come Jean-Léon Gérôme. La luminosità della tela di Matisse è stata spesso accostata a quella di Renoir. Lo stesso soggetto torna 11 anni dopo in «Armonia in rosso», oggi all'Ermitage di San Pietroburgo.




