
Gustave Moreau
1826–1898 · Francia · Simbolismo
La storia
Gustave Moreau passò la vita a dipingere scene ingioiellate e oniriche tratte dal mito e dalle Scritture, fitte di dettagli e spesso costruite attorno a una sola figura. La sua 'Salomè', esposta al Salon di Parigi del 1876, lo rese famoso, la danzatrice biblica in piedi tra ornamenti scintillanti mentre chiede la testa di Giovanni Battista. I critici lo classificarono sotto il Simbolismo, il movimento che preferiva le visioni interiori al mondo quotidiano che gli impressionisti dipingevano all'aperto.
La parte sorprendente venne tardi. Nel 1892 Moreau assunse un incarico di insegnamento all'École des Beaux-Arts, la scuola d'arte ufficiale di Parigi, e si rivelò un maestro insolitamente libero. Mandava gli allievi a copiare al Louvre e li spingeva a seguire il proprio istinto più che il suo. Tra i giovani del suo studio c'erano Henri Matisse e Georges Rouault, che nel giro di pochi anni avrebbero contribuito a lanciare il fauvismo, il movimento del colore selvaggio e innaturale.
Moreau viveva in un'alta casa di Parigi che trasformò poco a poco in un museo della propria opera. Alla sua morte, nel 1898, la lasciò, insieme a circa 8.000 dipinti e disegni, allo Stato francese. Aprì come Musée Gustave Moreau, e Rouault, il suo allievo prediletto, ne divenne il primo conservatore.







