Donazione di Roma

Donazione di Roma


Dettagli

Anno
1523
Tecnica
affresco
Tipo
dipinto

La storia

Più di 80 anni prima che questa parete fosse dipinta, l'umanista Lorenzo Valla aveva dimostrato che la Donazione di Costantino era un falso. Il documento sosteneva che l'imperatore, per gratitudine verso papa Silvestro, avesse ceduto ai papi Roma e la metà occidentale dell'impero. Valla, che scriveva nel 1440 al servizio di Alfonso d'Aragona, ne smontò il latino e vi trovò parole e titoli che nessun romano dell'età di Costantino avrebbe usato. La prima edizione a stampa del trattato la pubblicò l'umanista tedesco Ulrich von Hutten, con una prefazione beffarda rivolta a Leone X, e nel 1520 Martin Lutero la lesse.

I papi Medici fecero dipingere la storia lo stesso, come scena conclusiva della sala, verso il 1523 e il 1524. Costantino s'inginocchia davanti a Silvestro, che ha il volto di Clemente VII, e gli porge una piccola statua dorata che rappresenta la città di Roma. I Musei Vaticani attribuiscono le figure a Giovan Francesco Penni, mentre gli studiosi dell'Ottocento, come Passavant e Cavalcaselle, ne davano l'esecuzione a Giulio Romano.

La scena conserva un edificio che non esiste più. È l'interno dell'antica basilica di San Pietro, con la lunga navata a colonne, i mosaici dell'abside e le colonne tortili intorno alla tomba dell'apostolo, ancora in piedi quando fu dipinto l'affresco e demolito all'inizio del Seicento.

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