
L'angelo custode
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La storia
Nel 1608 papa Paolo V accolse nel calendario della Chiesa una festa nuova, quella degli angeli custodi, l'angelo personale che, secondo l'insegnamento, veglia su ogni cristiano. Per il momento era facoltativa, e solo nel 1670 un altro papa la rese obbligatoria per tutta la Chiesa. Questa tela appartiene ai primi decenni di quella devozione, ed è grande, alta quasi tre metri. L'angelo, ritto su una nuvola, indica il cielo mentre protegge un bambino, e a sinistra si acquatta un demonio.
Il Louvre ipotizza, con un punto interrogativo, che Fetti l'abbia dipinta per la cappella dell'Angelo custode nel Palazzo Ducale di Mantova, dove era pittore di corte. Le vicende successive sono meglio documentate. Appartenne a Everhard Jabach, banchiere e collezionista a Parigi, che la vendette a Luigi XIV nel 1662. A Versailles fu appesa prima nell'appartamento della regina e poi nel salone di Diana, una delle sale di rappresentanza del grande appartamento del re, prima di tornare al Louvre nel 1797.




