L'isola e il ponte di San Bartolomeo, Roma

Jean-Baptiste Camille Corot · PD

L'isola e il ponte di San Bartolomeo, Roma


Dettagli

Anno
1825
Tecnica
olio
Tipo
dipinto
Dimensioni
27 × 43,2 cm

La storia

Corot arriva a Roma alla fine del 1825, a 29 anni, per il primo dei suoi tre viaggi in Italia. Resta quasi tre anni e lavora all'aperto, a olio. Questa piccola veduta dell'Isola Tiberina, che la National Gallery of Art di Washington data tra il 1825 e il 1828, è dipinta su carta e solo in seguito riportata su tela, il supporto leggero che ci si porta dietro fuori dallo studio.

Il ponte è l'antico ponte Cestio, che ai tempi di Corot si chiamava ponte San Bartolomeo, dalla chiesa dell'isola. Quasi tutto quello che aveva davanti è stato rifatto prima della fine del secolo. Nel 1870 il Tevere allaga Roma, la nuova capitale alza i muraglioni e allarga l'alveo, e tra il 1888 e il 1892 il vecchio ponte viene smontato e sostituito da uno più lungo. Solo un terzo circa della pietra antica è tornato in opera, e l'arcata centrale ripete quella originale. L'ospedale che i Fatebenefratelli fondarono sull'isola negli anni ottanta del Cinquecento è ancora in funzione.

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