Il trionfo della morte

Il trionfo della morte


Dettagli

Anno
1626
Tecnica
olio

La storia

Quando questa tavola fu dipinta, la scena che porta aveva già circa 65 anni. Pieter Bruegel il Vecchio aveva disposto il suo esercito dei morti verso il 1562, e quella versione celebre è ancora appesa al Prado, a Madrid. Qui vediamo una ripresa più tarda, eseguita ad Anversa negli anni Venti del Seicento. Il museo di Basilea la presenta come opera di un seguace del vecchio Bruegel, mentre i cataloghi spesso la attribuiscono al figlio, Pieter Brueghel il Giovane, la cui bottega produceva copie delle invenzioni paterne. Quale mano abbia tenuto il pennello qui non è stabilito.

La scena in sé è tra le più cupe della pittura fiamminga. Gli scheletri travolgono una terra bruciata e non risparmiano nessuno, da un re in ermellino a giocatori di carte e ad amanti che ancora non se ne sono accorti. Uno scheletro su un cavallo rossastro e pallido mena la falce tra la folla e sospinge i vivi verso un'enorme cassa a forma di bara. In un angolo un coro di morti canta sotto un crocifisso, e all'orizzonte ardono piccoli fuochi rossi.

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