
Andrea Mantegna · PD
I trionfi di Cesare: 2. I portatori di stendardi e macchine d'assedio
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La storia
Nel 1486 Ercole d'Este, duca di Ferrara, venne a Mantova e gli fu mostrato un lavoro ancora in corso, i Trionfi di Cesare che Mantegna stava dipingendo per i Gonzaga. È la prima notizia del ciclo, e nel 1492 non era ancora finito. Questa seconda tela fa capire perché ci volesse tanto. Mantegna ricostruiva un corteo dell'antica Roma sui testi e sui frammenti di scultura antica che lui e gli altri collezionisti del suo tempo tenevano in grande conto. Sui carri viaggiano statue colossali di divinità, e i servitori ne portano a mano di più piccole. Dietro un busto della dea Cibele si alza una tavola con un'iscrizione che celebra le vittorie di Cesare in Gallia. Più indietro vengono altri carri carichi di armi e armature, trainati da cavalli e buoi, e poi le macchine d'assedio. L'ariete termina con una testa di montone scolpita, scura contro il cielo.




