
Andrea Mantegna · PD
I Trionfi di Cesare: 3. I portatori di trofei e di lingotti
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La storia
Nessuno scrittore antico aveva lasciato a Mantegna una descrizione completa del trionfo gallico di Cesare. Svetonio ne parla di sfuggita, e la Vita di Cesare di Plutarco, già stampata in traduzione latina intorno al 1470, aggiunge poco di più. Il resto il pittore dovette ricomporlo da sé, probabilmente aiutandosi con la Roma triumphans dell'umanista Flavio Biondo, un libro che spiegava come si svolgevano i trionfi romani. In questa terza tela sfila il bottino. Un carro è colmo di armi e armature strappate al nemico, e sopra i portatori pende uno scudo a mezzaluna decorato con figure mitologiche. Alcuni uomini reggono vasi preziosi, tra cui una lucente coppa di metallo piena di monete d'oro. In mezzo a loro cammina un giovane dalle vesti colorate con un'alabarda, ed è l'unico che si volta a guardarci dritto negli occhi.




