
Vergine annunciata
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La storia
In questo quadro l'angelo non c'è. Batoni dipinse soltanto la Vergine, da vicino, nell'istante dopo le parole di Gabriele. China il capo, abbassa gli occhi e le dita si incontrano sul petto, il gesto con cui i pittori rendevano il suo silenzioso consenso all'annuncio. Un velo color miele le incornicia il viso sul fondo scuro e un manto azzurro le copre la spalla. La tela è piccola, circa 49 centimetri per 39, una misura pensata per la preghiera in una stanza privata più che per l'altare di una chiesa.
Il Louvre la data solo in modo largo, al secondo quarto del Settecento, gli anni in cui Batoni si faceva un nome a Roma. La sua vita francese cominciò nelle sale d'asta. Con ogni probabilità è il quadro venduto a Parigi nel luglio del 1757, e forse quello rivenduto lì nel 1799.
All'inizio dell'Ottocento entrò nelle collezioni nazionali, e la sua prima destinazione fu politica. Dal 1802 circa al 1815 fu appeso nel castello di Saint-Cloud, a ovest di Parigi, che Napoleone Bonaparte, allora primo console, aveva fatto sua residenza nel 1802. Dopo la caduta dell'imperatore tornò al Louvre, divenuto museo reale, dove è esposto dal 1816.




