
Claude Monet · PD
Le Ninfee. Mattino
Dettagli
La storia
«È poca cosa, ma è l'unico modo che ho di prendere parte alla vittoria». Così scriveva Claude Monet a Georges Clemenceau, capo del governo francese e suo vecchio amico, il 12 novembre 1918, il giorno dopo l'armistizio. Stava per finire due pannelli decorativi e voleva firmarli con la data della Vittoria e donarli allo Stato. Sei giorni più tardi Clemenceau andò a Giverny a sceglierli, e da lì il dono crebbe. L'atto di donazione dell'aprile 1922 parla di 19 pannelli. Alla fine furono 22, e nessuno lasciò Giverny prima della morte del pittore. Questa composizione corre lungo la parete sud della prima sala ovale, quasi 13 metri di stagno nella luce morbida del mattino. Ai due capi, ciuffi d'erba e di canne chiudono la vista. Nella metà inferiore galleggia una catena sciolta di foglie di ninfee, con qualche fiore chiaro qua e là. Sulla parete di fronte si stende la composizione intitolata «Le nuvole».




