
Giovanni Girolamo Savoldo · PD
Tobia e l'angelo
Dettagli
La storia
Per secoli questa tela passò per un Tiziano, e si capisce il perché: la luce calda che sale dal fondo e illumina l'angelo, lasciando in ombra il volto di Tobiolo, ricorda da vicino il maestro veneziano. Fu il direttore della Galleria Borghese, Giulio Cantalamessa, a vederla in una casa privata di Tivoli e a riconoscervi un'altra mano, quella del bresciano Girolamo Savoldo. Così l'opera entrò nella galleria nel 1910. La scena viene dal Libro di Tobia: il giovane Tobiolo cammina accompagnato dall'arcangelo Raffaele, che lo guida senza rivelarsi, e porta il pesce le cui viscere ridaranno la vista al padre cieco. Il paesaggio sullo sfondo anticipa effetti di luce che altri avrebbero cercato molto più tardi.



