
Trionfo della Divina Provvidenza
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La storia
Quando Pietro da Cortona dipinse questa volta, tra il 1632 e il 1639, sul trono di Pietro sedeva Maffeo Barberini, Urbano VIII, e la sua famiglia stava costruendo questo palazzo. L'affresco la celebra apertamente. Al centro la Divina Provvidenza siede in trono sulle nuvole, il capo raggiante, e accanto a lei l'Immortalità solleva una corona di stelle. Più in basso le tre virtù teologali, Fede, Speranza e Carità, reggono una corona d'alloro, e dentro salgono tre api gigantesche, l'emblema dei Barberini. Negli stemmi più antichi della famiglia quei tre insetti erano tafani, un gioco sul cognome originario, Tafani da Barberino. Accanto, Roma solleva la tiara papale sopra le api e un'altra figura porta le chiavi di san Pietro. Più giù il Tempo, con la falce, divora uno dei suoi figli, e accanto a lui siedono le Parche.




