
Papiro delle miniere
Dettagli
La storia
Chi tracciò questa mappa mise il sud in alto, verso le sorgenti del Nilo. Mostra un tratto dello Wadi Hammamat, la valle desertica fra il Nilo e il Mar Rosso, e gli studiosi la collegano alla grande spedizione del terzo anno di Ramesse IV, negli anni Cinquanta del XII secolo a.C., partita per cavare la pietra bekhen, una pietra scura e verdastra pregiata per le statue reali. Un’iscrizione rupestre nel wadi conta 8368 uomini.
Le colline ai lati della valle sono disegnate di profilo. Alcune sono rosa, che il museo interpreta come rocce sedimentarie e affioramenti di granito rosa, altre nere, per le rocce effusive e metamorfiche. Didascalie in ieratico segnano le strade, una cava, i giacimenti d’oro, alcune case, una cappella di Amon e una stele di Seti I. Per farla stare nel lungo rotolo, chi disegnava raddrizzò le anse della valle. Il museo ritiene che fosse Amennakht, scriba degli operai delle tombe reali a Deir el-Medina, e la definisce una delle più antiche mappe geografiche conosciute. Nel 1992 i geologi James Harrell e Max Brown la confrontarono con il terreno e la chiamarono la più antica carta geologica conservata al mondo.

