
Venere e Adone
Dettagli
La storia
Ovidio racconta nelle Metamorfosi che Venere, innamorata del giovane cacciatore Adone, lo supplicò di stare lontano dalle belve. Lui andò a caccia lo stesso e fu ucciso da un cinghiale. Qui siamo un attimo prima della partenza. Venere punta il dito verso l'amato per ammonirlo, Adone le accarezza il mento come per rassicurarla, e in alto vola Amore. La tela appartiene alla fase tarda del pittore, successiva al 1565, probabilmente tra la fine degli anni 1560 e gli anni 1570. Cambiaso tornò molte volte su questo soggetto, in pittura e nel disegno. Nel 1650 Iacomo Manilli, nella sua guida della villa, la registrava giustamente sotto il nome di Cambiaso come «Due amanti con Cupido in aria». L'inventario di famiglia del 1693 la diede invece a un altro pittore, il Pomarancio, e il nome giusto tornò solo nel 1790.

