Venere che pettina Amore

Venere che pettina Amore


Dettagli

Anno
1627
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
229 × 173 cm

La storia

Negli inventari granducali questo quadro per molto tempo non fu una Venere con Amore. Nel 1769 è registrato come Venere che spidocchia Amore, il che dice bene come lo si guardava. Sono due metri e ventinove di tela con una dea seduta su una roccia che fruga tra i capelli del figlio come farebbe qualunque madre. Giovanni da San Giovanni lo firma e lo data 1627, e all'epoca fece un certo scandalo, sia per come è trattato il panneggio sia perché il dio dell'amore era diventato un bambino dispettoso qualsiasi. La prima menzione scritta è del 1637, nell'inventario della villa di Mezzomonte del principe Giovan Carlo de' Medici, dove restò fino alla sua morte. Oggi è nella Sala delle Allegorie, la prima del Quartiere del Volterrano.

Migliaia di altre storie nell'app.